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L’autodromo Enzo e Dino Ferrari

Comunemente noto come autodromo di Imola, è un circuito automobilistico situato nel comune di Imola. L’autodromo è intitolato a Enzo Ferrari, fondatore dell’omonima casa automobilistica, e al figlio Dino. Prima della morte di Enzo Ferrari, avvenuta nel 1988, era chiamato “Autodromo Dino Ferrari”.

Ha ospitato il Gran Premio d’Italia di Formula 1 nel 1980 e tutte le ventisei edizioni del Gran Premio di San Marino di Formula 1 (dal 1981 al 2006). Per quanto riguarda il Motomondiale, tutte le quattro edizioni del Gran Premio Città di Imola (dal 1996 al 1999), sette edizioni del Gran Premio motociclistico d’Italia (1969, 1972, 1974, 1975, 1977, 1979 e 1988) e due edizioni del Gran Premio di San Marino del Motomondiale (nel 1981 e nel 1983). Attualmente ospita il Gran Premio d’Italia di Superbike, oltre a molte altre corse motociclistiche e automobilistiche di caratura mondiale.

È uno dei pochi tracciati in cui si corre in senso antiorario.

Dal 30 giugno 2013 l’autodromo ospita il Museo “Checco Costa“; nell’esposizione sono raccolti documenti, immagini e mezzi che raccontano la storia dell’autodromo.

Storia

Anni ’50

La posa della prima pietra del circuito imolese avvenne il 22 marzo 1950. Dopo poco più di due anni, e 150.000 ore di lavoro, fu effettuato il primo collaudo. Nella giornata del 19 ottobre 1952 il campione Umberto Masetti percorse il circuito con la sua Gilera. In quell’occasione furono effettuate anche prove di automobilismo: Enzo Ferrari fece provare una 340 Sport ai suoi piloti Alberto AscariGiannino Marzotto e Luigi Villoresi. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 25 aprile 1953 con una gara motociclistica valevole per il campionato italiano delle classi 125 e 500 («GP CONI») ed una gara nazionale per le classi fino a 250 cc. («GP Città di Imola»). Ad assistere all’evento giunsero 60.000 persone da tutta Italia.[9] Il primo record della pista fu stabilito da Masetti e Milani con 2’07” (alla media di 142,211 km/h).

Il circuito ebbe il suo battesimo internazionale il 25 aprile 1954 con la prima edizione della Coppa d’oro Shell, una gara motociclistica ideata da Checco Costa per le classi 250, 350 e 500, destinata a divenire la più importante competizione motociclistica internazionale degli anni ’50 e anni ’60, anche grazie ad un montepremi assai elevato. Già in quella edizione inaugurale furono messi in palio premi per l’ammontare di 12 milioni di lire, una cifra enorme per l’epoca. La gara fu vinta da Umberto Masetti su Gilera, nella classe regina, e da Enrico Lorenzetti e Alano Montanari entrambi su Moto Guzzi, rispettivamente nelle classi 350 e 250. L’automobilismo fece il suo debutto a Imola due mesi dopo, il 20 giugno, con la Conchiglia d’oro Shell, manifestazione internazionale per vetture Sport di classe 2000[10]. Davanti a un numeroso pubblico si sfidarono Ferrari e MaseratiUmberto Maglioli, su Ferrari 500 Mondial, giunse primo davanti a Ferruccio Musitelli e Luigi Musso su Maserati.

Il circuito era composto, all’epoca, da strade aperte al traffico. Per raggiungere l’obiettivo di realizzare un autodromo permanente dovettero trascorrere tutti gli anni cinquanta e metà degli anni sessanta. Le cause furono principalmente due: il ritardo nel realizzare le opere che avrebbero escluso il tracciato dal traffico ordinario; i ricorsi contrari l’esproprio dei terreni adatti ad ospitare gli impianti fissi (tribune e box). Durante questo periodo il circuito fu sottoutilizzato: le gare disputate all’anno furono poche; poche anche le giornate annuali di affitto del tracciato alle case costruttrici per i collaudi dei prototipi.[11]

Anni ’60 e ’70

Il 21 aprile 1963 per la prima volta l’impianto imolese ospitò una gara di Formula 1, seppur non valida per il campionato mondiale, vinta da Jim Clark su Lotus 25[12]. Ciò nonostante, la massima categoria automobilistica non sarebbe tornata a correre dalle parti del Santerno per molti anni.

Nel 1965-66 furono finalmente realizzate le tribune e i box. Il 23 gennaio 1965 Enzo Ferrari, venuto all’autodromo per una cerimonia di premiazione, dichiarò: “l’autodromo di Imola, per le sue caratteristiche, consistenti in difficoltà per le macchine e per i piloti, è il circuito più interessante d’Italia. La possibilità di poterne disporre completamente potrebbe essere di valido aiuto alla soluzione dei problemi delle case automobilistiche che si dedicano alla preparazione di macchine da corsa“.[13]

Nel 1969 Imola ospitò per la prima volta una gara valevole per il Campionato del mondo di motociclismo, il «GP delle Nazioni». Vinsero Lodewijkx su Jamathi (50 cc); Simmonds su Kawasaki (125 cc); Read su Yamaha (250 e 350 cc); Alberto Pagani su Linto (500 cc). L’esperienza non fu coronata dallo sperato successo di pubblico (anche per la concomitanza del Gran Premio d’Italia di Formula 1 che si tenne a Monza), per cui fu ripetuta solo quattro anni dopo.

Imola, 8 settembre 1970. L’autodromo di Imola viene intitolato a Dino Ferrari. Da sinistra: Marinucci, presidente ACI Bologna, Campanella, presidente CSAI, Enzo Ferrari, Amedeo Ruggi, sindaco d’Imola e Tommaso Maffei Alberti, presidente dell’ESTI.

Nel 1970 l’autodromo prese il nome di Dino Ferrari, il figlio di Enzo prematuramente scomparso negli anni cinquanta. L’8 settembre la vecchia denominazione “Prototipo Coni” viene sostituita da “Autodromo Dino Ferrari”.[14] Due anni dopo, importanti lavori vennero realizzati nella zona del traguardo, con la costruzione della Variante bassa per rallentare le percorrenze nel rettilineo dei box. Un’altra variante, la Variante alta, venne creata nello stesso periodo per spezzare il tratto che scollinava verso le curve della Rivazza.

L’autodromo entrò nei calendari di molte categorie automobilistiche e motociclistiche, soprattutto per quel che riguarda le gare endurance, con la 1000 chilometri automobilistica e la 200 miglia motociclistica, competizione omonima della celebre gara di Daytona. La prima edizione si svolse nel 1972 e vide il successo di Paul Smart su Ducati davanti ad un pubblico di oltre 70.000 spettatori.[15]

Nel 1973 l’Esti viene messa in liquidazione. La gestione del circuito viene rilevata da una società per azioni, che si costituisce per l’occasione: «Società Allestimento Gestione Impianti Sportivi» (SAGIS). Successivamente, la direzione dell’autodromo riallacciò i contatti con la Formula 1 per ospitare una gara titolata. Dopo diversi sopralluoghi da parte della FOCA e dei piloti, ulteriori modifiche vennero realizzate per ampliare le vie di fuga; laddove ciò non fosse stato possibile, il disegno del tracciato fu modificato, come nel caso della chicane inserita nella curva delle Acque minerali.

Gli anni della Formula 1

Il tracciato nel 1980 (5.000 m).

Il tracciato dal 1980 al 1994 (5.040 m).

Il tracciato nel 1992.

Il tracciato nel 1995 (4.895 m).

Il tracciato nel 1996 (4.892 m).

Il tracciato nel 1997 e nel 1999 (4.930 m).

Il tracciato nel 1998 e nel 2000-2005 (dal 1995 al 2006) (4.933 m).

Il tracciato (4.993 m).

4.936 metri

Finalmente nel 1979, con il completamento dell’impianto e l’eliminazione dei tratti utilizzati per la viabilità urbana, il circuito divenne permanente, e il 16 settembre, con il Gran Premio Dino Ferrari, gara non titolata, iniziò la nuova era della Formula 1 per Imola. Dal 1980 al 1989 il direttore della struttura fu Roberto Nosetto. Sotto la sua direzione, il 14 settembre 1980, l’autodromo ospitò la sua prima gara di Formula 1 valida per il titolo mondiale, il 51º Gran Premio d’Italia (in quella circostanza spostato dal circuito di Monza). Dall’anno seguente, tornata la tappa italiana del mondiale a Monza, la pista imolese divenne sede del Gran Premio di San Marino.

A seguito della scomparsa di Enzo Ferrari, il 14 agosto 1988, al nome del figlio Dino venne affiancato quello del Drake.

Nel 1994 è stato vissuto il GP più drammatico, con molti incidenti, alcuni mortali:

  • venerdì 29 aprile, durante le prove, Rubens Barrichello si schianta all’uscita della Variante Bassa, ma nonostante il grave incidente riporta solo la rottura del setto nasale e l’incrinazione di una costola che lo costringono a saltare il resto della gara;
  • sabato 30, l’ala anteriore della Simtek di Roland Ratzenberger si stacca e l’auto va a schiantarsi alla curva Villeneuve; il pilota muore e si tratta della prima fatalità in Formula 1 dalla morte di De Angelis nel 1986.
  • domenica 1º maggio, giorno della gara: allo spegnersi della luce verde la Benetton di JJ Lehto rimane ferma sullo schieramento e viene presa in pieno dalla Lotus di Lamy; i pezzi, tra cui una ruota, volano in tribuna centrale ferendo alcune persone tra il pubblico. Entra la Safety Car che per 5 giri scorta il gruppo. Alla ripartenza passano 2 soli giri (7º giro) quando la Williams di Ayrton Senna esce dritta al Tamburello per la rottura del piantone dello sterzo e va a finire contro il muro. Senna viene trasportato all’ospedale di Bologna dove morirà poche ore dopo. Infine, ai box il panico è seminato da una ruota, staccatasi dalla Minardi di Michele Alboreto, che ferisce quattro meccanici.

Dopo questa gara, il circuito ha subito nuove e radicali modifiche, in modo da renderlo più sicuro. La curva del Tamburello, teatro dell’incidente di Senna, è stata sostituita da una più lenta chicane, meno spettacolare ma più sicura, mentre il curvone dove picchiò Ratzenberger nelle qualifiche, denominato Villeneuve, è stato a sua volta modificato da un’ulteriore chicane. Modificato anche il tratto denominato Acque Minerali, dove ora ci sono due pieghe veloci al posto della vecchia chicane e una via di fuga molto più ampia, le curve Rivazza, e la Variante Bassa, punto in cui Rubens Barrichello, come detto, rischiò la vita a causa di un brutto incidente.

Dopo i fasti della 200 Miglia e una pausa di otto anni (tra il 1988 e il 1995), il motomondiale fa ritorno a Imola nella stagione 1996 e vi resta quattro anni.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio motociclistico Città di Imola.

Nel 2000 l’autodromo perde il Motomondiale. Al termine della stagione 2006 perde anche la Formula 1. La «Formula One Management», la società di gestione del Circus, annuncia che Imola non è entrata nel calendario 2007 e 2008. Nonostante l’esistenza di un contratto sino al 2009 per il Gran Premio di San Marino, il circuito viene estromesso in quanto i pesanti lavori di ammodernamento, richiesti dalla Federazione, non sarebbero stati completati in tempo utile per l’effettuazione del Gran Premio. Oltre alle questioni organizzative, ha il suo peso la volontà politica della «Formula One Management» di non far disputare più di una corsa nello stesso Paese, oltre alla decisione di non considerare più l’Europa il baricentro del campionato mondiale.

Il 19 novembre 2006 avviene lo storico abbattimento della zona box, troppo costosa da mantenere. È l’ultimo atto decisionale della SAGIS, la società che da 28 anni gestisce l’autodromo, la quale nel febbraio 2007 dichiara il fallimento.

Dalla riapertura (2008) ad oggi

L’autodromo visto dalla curva Rivazza.

Imola: partenza gara GT Open 2010.

Competizioni sportive

Dopo la perdita della Formula 1, seguita a quella della MotoGP risalente al 1999, sono iniziati i lavori di ricostruzione e ammodernamento, che si sono protratti per tutto il 2007. I box sono stati totalmente ricostruiti. L’unico manufatto sopravvissuto è la storica Torre Marlboro. I lavori di modifica al tracciato, eseguiti sotto la direzione dell’architetto Hermann Tilke, hanno portato all’eliminazione della Variante Bassa per le auto, mentre le moto percorrono la nuova Variante Bassa ricavata dalla via di fuga del rettilineo[16].

Il 3 e il 4 maggio 2008 si è tenuta l’inaugurazione del nuovo circuito.[17][18] La nuova gestione ha deciso di puntare sulle serie internazionali (auto e moto) alternative. Il primo evento internazionale organizzato sul nuovo tracciato è stato il Campionato del mondo turismo FIA (FIA WTCC), disputatosi il 21 settembre dello stesso anno.

La 2009 ha visto il ritorno del Campionato Mondiale Turismo, seguito dal Campionato mondiale Superbike. La tappa imolese è stata fissata al 27 settembre (terzultimo Gran Premio). Nei mesi precedenti la gara, su richiesta e con la collaborazione della Federazione Motociclistica Internazionale, è stata realizzata per motivi di sicurezza una chicane, denominata Nuova Variante Bassa. Nello stesso anno l’autodromo è stato luogo di partenza e arrivo dei campionati italiani di ciclismo, vinti tra i professionisti da Filippo Pozzato.

Gara Superbike 2010 all’autodromo di Imola.

Nell’anno del rilancio, ad aprire l’attività agonistica è stata la Scuderia Toro Rosso, che ha svolto delle prove importanti in vista dell’inizio del Mondiale di Formula Uno. Quindi ad aprile sono scese in pista le vetture partecipanti al Campionato Superstars, seguito a maggio dalla prova dell’International GT Open. Prima della pausa estiva, l’autodromo ha ospitato la più importante manifestazione a quattro ruote nazionale, i Campionati Italiani Aci-Csai.

A settembre si sono svolti due eventi di grande rilievo: il Crame, una delle più importanti mostre-mercato di auto, moto e bici d’epoca; e il Campionato mondiale Superbike, con il trionfo di Max Biaggi su Aprilia, primo pilota italiano a conquistare il titolo iridato in questa categoria. A conclusione, grande successo per la prima edizione della «200 Miglia Revival», con la presenza degli indimenticabili campioni protagonisti della celebre gara ideata nei primi anni settanta da Checco Costa, il fondatore dell’autodromo.

Se l’annata precedente ha visto il rilancio dell’attività dell’autodromo, il 2011 ha offerto un calendario di avvenimenti ancora più prestigiosi. Il via a marzo, con la disputa della GP2 Asia Series, con il circuito di Imola scelto per ospitare la tappa finale dopo l’annullamento del GP del Bahrain (problemi di sicurezza derivati da disordini sociali). A maggio ancora grande spettacolo con l’International GT Open e la 500 Miglia di Imola endurance, una novità del calendario 2011; in estate i due eventi principali sono stati la Sei Ore di Imola, con al via le vetture della classe Le Mans, e i Campionati Italiani Aci-Csai.

In agosto il circuito è stato sottoposto a lavori di riasfaltatura del manto stradale, che hanno riguardato il 70% del tracciato. Nello stesso mese l’autodromo imolese ha ottenuto il rinnovo dell’omologazione di primo grado da parte della FIA, la Federazione Automobilistica Internazionale, che consente di poter organizzare anche le gare di Formula Uno[19][20]. I lavori sono finiti in tempo per la disputa della tappa imolese del Mondiale Superbike (25 settembre).
Le ultime gare importanti dell’anno si sono svolte in ottobre. L’autodromo ha ospitato due manifestazioni riservate ai mezzi storici: la 2ª edizione della «200 Miglia Revival» e la 1ª edizione dell’«Historic Gran Prix-100 Miglia Revival».

Dal 2012 ad oggi


Nel 2007 il Comune d’Imola lancia la gara per la gestione trentennale del circuito. Vince il Gruppo Norman, holding attiva nel settore dei patrimoni immobiliari, con la propria controllata Norman 95. Il 21 febbraio la Norman 95 costituisce una nuova società, «Formula Imola» (partecipata all’80% da Norman e al 20% da una consociata del Comune d’Imola).[21] Il 6 marzo la gestione del circuito passa ufficialmente alla nuova società. Il nuovo direttore dell’autodromo è Pierpaolo Gardella, già in Ferrari e con la Williams bicampione del mondo negli anni 1996 e 1997.Vicende gestionali
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Il fardello debitorio preesistente e una gestione poco oculata da parte del gruppo Norman producono però una nuova crisi societaria, che porta all’uscita di scena del gruppo ed al rilevamento delle quote di maggioranza da parte di Motorsport Eventi (presidente: Uberto Selvatico Estense).

Il 9 dicembre 2009 è stato nominato il nuovo amministratore delegato e direttore dell’autodromo, nella persona di Walter Sciacca. Il successore di Gardella ha pianificato in pochissimo tempo un’attività triplicata rispetto alla stagione precedente, portando all’autodromo manifestazioni di alto livello. Nel febbraio 2010, però, una nuova tegola è caduta sulla gestione: Formula Imola veniva dichiarata fallita una seconda volta, a causa di una serie di debiti accumulati dalla precedente amministrazione. Nonostante il fallimento, Formula Imola ha continuato a lavorare in esercizio provvisorio. Ad affiancare il curatore fallimentare, Fabrizio Carbone, nella gestione del calendario come co-adiutore è stato lo stesso Walter Sciacca. Ciò gli ha consentito di far chiudere il fallimento in pochi mesi con la riconsegna ai soci della società nell’ottobre 2010. Gli organi sociali quindi sono stati ripristinati con Uberto Selvatico Estense presidente e Walter Sciacca amministratore delegato e direttore dell’autodromo.

Il 22 dicembre 2010 può essere ricordato come un passaggio importante nel programma di rilancio dell’autodromo: in questa data è stato portato a termine il riassetto della società Formula Imola: Con.Ami (acronimo di «Consorzio Azienda Multiservizi Intercomunale»), società a capitale pubblico, è diventata socio di maggioranza, accollandosi i debiti della precedente gestione. Da quella data, Formula Imola si occupa della sola gestione delle attività in pista.

Dal 2011 ad oggi gli avvenimenti principali sono stati i seguenti:

  • Nel dicembre 2011 Walter Sciacca si dimette da direttore dell’autodromo. Il suo successore è Pietro Benvenuti.
  • Nel novembre 2012 il Con.Ami, azionista di maggioranza della società che gestisce l’autodromo, ottiene dal Comune di Imola l’assegnazione in concessione del circuito per 64 anni.
  • Nel febbraio 2016 Pier Giovanni Ricci viene nominato nuovo direttore generale dell’autodromo, succedendo a Pietro Benvenuti[22].
  • Nel maggio 2017 il Con.Ami rileva le quote di Uberto Selvatico Estense (il 15%) in Formula Imola e diventa proprietario unico dell’autodromo. Selvatico Estense rimane presidente della società di gestione[23].

Eventi extra-sportivi

L’autodromo Enzo e Dino Ferrari ha ospitato l’Heineken Jammin’ Festival dalla prima edizione del 1998 fino all’edizione del 2006 (Vasco Rossi per 3 volte). Nel 2011 la grande musica torna all’interno dell’impianto imolese grazie alla tappa italiana del Sonisphere Festival, in programma a giugno, la più importante manifestazione di heavy metal a livello europeo.

Nel 2012, la troupe del programma inglese Top Gear ha girato una puntata nella quale i tre conduttori Jeremy ClarksonRichard Hammond e James May, rispettivamente a bordo di una Lamborghini Aventador, una Noble M600 e una McLaren MP4-12C, hanno tentato di battere il tempo di 1’56″6 ottenuto dal cugino italiano di Stig su una Ferrari 458 Italia.

Il 9 luglio 2015 gli AC/DC si esibiscono dal vivo nel Paddock Rivazza davanti a 92.000 persone, nell’unica data italiana del loro Rock or Bust World Tour.

Il 17-18 ottobre 2015 il Movimento 5 Stelle organizza all’autodromo la kermesse “Italia a 5 Stelle”.

L’undicesima tappa del Giro d’Italia del 2015, con partenza da Forlì, è terminata proprio al traguardo dell’impianto imolese. Il vincitore è stato il russo Il’nur Zakarin della Katusha.

Il 25 maggio 2016 Laura Pausini ha tenuto la data-zero del suo tour “Pausini Stadi” davanti a 11.000 persone.

Il 10 giugno 2017 i Guns N’ Roses tengono un concerto davanti a 79.000 persone, nell’unica data italiana del tour della loro reunion Not in this Lifetime Tour.

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Location: Italia

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